Una sfida chiamata Automobili Lamborghini


Alberto Ferrarotto, responsabile delle attività di Employer Branding della Casa del Toro di Sant’Agata Bolognese dà il via al project work da sogno dell’Executive Master in Gestione e Sviluppo delle Risorse Umane

Una sfida chiamata Automobili Lamborghini

Tutti i progetti sono speciali, quando si ama il proprio lavoro. Alcuni però lo sono ancora di più, soprattutto se a richiederli è un’azienda tra le più famose al mondo, che fa dell’avanguardia e dell’eccellenza i suoi valori fondanti.

Non avrebbe potuto esserci project work migliore, per celebrare la decima edizione dell’Executive Master in Gestione e Sviluppo delle Risorse Umane. Quella lanciata sabato 4 maggio ha infatti tutti i crismi di una sfida da sogno, un’avventura professionale tanto stimolante quanto promettente, in termini di opportunità e di conquiste sia lavorative che personali.

Automobili Lamborghini: le auto (e il lavoro) che tutti sognano

L’azienda non ha bisogno di presentazioni. Fondata nel 1963 a Sant'Agata Bolognese, Automobili Lamborghini è la casa automobilistica che produce le supersportive più ambite al mondo. Tutti conoscono le vetture della Casa del Toro, segno zodiacale del suo fondatore Ferruccio Lamborghini e marchio inconfondibile dei suoi prodigi di ingegneria, tecnica e design. Poche persone, invece, sono a conoscenza del dietro le quinte di tanta meraviglia e di ciò che porta le persone di Lamborghini a concepire, progettare e produrre questi veri e propri capolavori di arte contemporanea.

Oltre che per velocità e prestazioni raggiungibili da una vettura di serie, Lamborghini è primatista a livello mondiale anche per qualità dell’ambiente di lavoro. Anche nel 2018 l’azienda ha ottenuto i prestigiosi riconoscimenti da parte di “Top Employers Institute” e “Universum Most Attractive Employers”, premi che acquisiscono ancora più valore se si pensa all’incredibile crescita del gruppo nell’ultimo anno, segnato dall’entrata in scena di Urus, il primo Super SUV al mondo e già pietra miliare nella storia di Lamborghini.

I numeri parlano da soli: le auto consegnate sono state 5.750, con una crescita del 51% rispetto al 2017. Di fatto, i volumi di vendita, oggi, sono più che quadruplicati rispetto al 2010 (1.302 unità). Il fatturato ha raggiunto 1.420 mln €, con un aumento del 43% sul 2017, mentre i dipendenti hanno toccato quota 1.750 unità, per un +35% su base triennale.

Urus, Aventador e Huracán sono i tre modelli che compongono l’offerta di serie Lamborghini, a cui si aggiungono prototipi e serie limitate. Grazie a una rete di 157 dealers distribuiti in 50 nazioni, queste vetture raggiungono i loro fortunati possessori in tutti i paesi del mondo, ma la loro produzione, esattamente come nei giorni della nascita dell’azienda, avviene ancora interamente all’interno dello stabilimento di Sant’Agata Bolognese.

Già fabbrica di trattori prima della svolta automobilistica di Ferruccio, a seguito dell’ampliamento dello scorso anno questo sito produttivo è diventato fabbrica di futuro: la “Manifattura Lamborghini”, lo stabilimento dove viene prodotto Urus, è il primo esempio di Industria 4.0, un luogo da fantascienza nel quale le applicazioni tecnologiche più d’avanguardia si sposano con l’artigianalità che da sempre contraddistingue la Casa del Toro.

Relazioni industriali di qualità - basti pensare che il 2018 è anche l’anno in cui Automobili Lamborghini e sindacati hanno rinnovato un contratto integrativo aziendale all’avanguardia - welfare aziendale e rapporti con scuole, università, enti di ricerca. Sono questi gli elementi su cui Lamborghini basa il proprio modello organizzativo e sostanzia, giorno dopo giorno, due dei suoi tre brand pillars: Future Shapers, Designers of Experiences.

Questi due valori sono anche al centro della employee value proposition. Se la promessa dell’azienda è quella di offrire a dipendenti e collaboratori l’opportunità di contribuire oggi a creare qualcosa che verrà imitato domani, gli strumenti con cui mette in atto la sua visione spaziano dai flexible benefits alle attività di Corporate Social Responsibility; dal pluripremiato programma di welfare aziendale e people care al nuovissimo Parco Lamborghini, messo a disposizione di dipendenti e cittadinanza intera.

L’employer branding per Lamborghini: una sfida esclusiva

È all’interno di questo universo, e in particolare nell’ambito delle attività di employer branding, che si inserisce il project work richiesto ai nostri Allievi, il cui obiettivo generale è il rafforzamento della candidate e della employee experience.

Come ha illustrato durante la lezione di sabato 4 maggio Alberto Ferrarotto, il compito dei nostri Allievi sarà quello di progettare nuove attività di employer branding che permettano di raggiungere quattro risultati:

     Migliorare la brand experience, mantenendone l’unicità

     Potenziare l’approccio digital, preservando la personalizzazione

     Accelerare la velocità del processo di assunzione, migliorando la qualità delle risorse in contatto con l’azienda

     Monitorare i risultati

I ragazzi si divideranno in cinque gruppi, ciascuno dei quali sarà impegnato su una specifica fase dell’employee journey: un gruppo si concentrerà sul periodo che va dal primo contatto al primo giorno di lavoro; due gruppi sulla fase di onboarding (primi sei mesi di lavoro), due gruppi sul people engagement (dai sei mesi in poi).

Nel project work saranno affrontati così tutti i momenti e le azioni chiave delle attività di talent attraction e retention, e gli Allievi potranno dare applicazione concreta a tutte le competenze acquisite nelle giornate di formazione. In che modo?

I primi step del lavoro, prevederanno l’analisi di benchmark per la ricerca delle best practice e la definizione di tre personas di potenziali candidati/employee di Automobili Lamborghini. Completate queste prime tappe, gli Allievi potranno poi procedere con la strutturazione dell’employee journey vera e propria, con la definizione dei touch point e degli strumenti per la misurazione della soddisfazione.

Per riuscire in questa impresa, che sfocerà a inizio luglio nella presentazione finale nella sede di Lamborghini, i ragazzi potranno contare sul supporto di tre coach di progetto: la coordinatrice scientifica del Master Simona Calzolari e gli ex-allievi del Master Carlos Munoz Novo e Andrea Capano, rispettivamente consulente sui temi dell’interculturalità e dell’etica aziendale e responsabile selezione di HERA